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VI Domenica di Pasqua

Commento al Vangelo della VI Domenica di Pasqua

(Gv 14, 23-29) 

Anche il Vangelo di oggi, come domenica scorsa, è preso dal discorso di Gesù dopo la cena. Di questo brano vogliamo soffermarci soltanto sul primo versetto: «Se uno mi ama, osser­verà la mia parola» (Gv 14, 23).

Nelle due domeniche precedenti si vedeva come Gesù insi­ste sulla necessità della unione con Lui e della unione tra di noi. Noi saremo uniti con Lui nella misura in cui saremo uniti tra di noi. Qui Gesù vuole indicarci la via per crescere in questa unio­ne. Essa consiste nell’osservanza dei suoi comandamenti.

Premettiamo subito che nel quarto Vangelo i comanda­menti per Gesù si riassumono nel comandamento dell’amore scambievole in quanto per Gesù è la sin­tesi e il vertice di tutti i comandamenti, che ben conosciamo attraverso gli altri Vangeli. Qui però Gesù sottolinea ed insiste sul rapporto strettissimo che passa tra il vivere i suoi comanda­menti e il nostro amore per Lui. Come abbiamo visto Gesù dice: «Se uno mi ama, osserva i miei comandamenti».

Che cos’è che Gesù ci vuole dire? Innanzitutto vuole dirci che il nostro amore per Lui si dimostra con l’osservanza dei comandamenti. Quindi non si dimostra con delle belle parole, con dei sentimenti entusiastici, ma con dei fatti concreti, che sono poi i suoi comandamenti, quei comandamenti che Lui ha ricevuto dal Padre. Non se li è inventati Lui, ma ce li ha porta­ti dal Paradiso. Ci dice contemporaneamente anche un’altra cosa: se non arriviamo ad avere questo amore per Lui, non riu­sciremo mai ad osservare i suoi comandamenti. L’osservanza dei suoi comandamenti deve scaturire da un amore vero, pro­fondo per Lui.

Se uno ama veramente Gesù, riuscirà a fare tutto quello che Egli gli chiede. Osserverà tutti i comandamenti, anche quelli apparentemente più difficili. Sarà capace di affrontare anche il martirio, perché, come sappiano, Gesù è capace di chiederci in certi casi anche il martirio.

È come dire che senza quest’amore a Gesù la vita cristiana sarebbe quasi impossibile, perché mai come oggi la vita cristia­na è diventata difficile. A differenza del passato, oggi le struttu­re della vita sociale (istituzioni, leggi, condizioni sociali, am­biente morale, ecc.) non sono più in grado di sostenerci, perché non sono più animate da quello spirito cristiano di una volta. E poi ci sono anche le dif­ficoltà di sempre, costituite dalle passioni disordinate che por­tiamo dentro di noi e che facciamo fatica a controllare, perché provocate e stimolate da ideali e modelli di vita sempre più lon­tani dal vangelo. Tutto questo ci dice che se non arriviamo a fa­re una scelta di Gesù che scaturisca da un amore vero per Lui, è impossibile vivere bene i suoi comandamenti.

E qual è il punto di partenza? È il metterci a vivere la sua parola. La realtà è che, se non si comincia a vivere la sua paro­la, non si crescerà mai nell’amore per Lui. Perché questo amore per Lui, come già si è detto, non è frutto di sentimento, ma sol­tanto di una fede vera. Tante persone pensano di poter giustifi­care la loro vita, non del tutto coerente con i principi evangeli­ci, perché dicono di non sentire questo amore per Gesù. Ma sta qui l’errore; dimenticano che questo amore si dimostra con una fede autentica, capace di mettersi in movimento anche senza aspettare la spinta del sentimento. Se uno non comincia a vive­re i comandamenti con fede, non arriverà mai a sperimentare l’amore per Gesù.

Gesù ci fa sentire l’attrattiva verso la sua persona, verso il suo messaggio, il suo ideale meraviglioso ed affascinante; e tutti quanti all’inizio siamo attirati dalla sua proposta di vita. Ma poi bisogna muoversi. E questo il punto di partenza: corrisponde­re subito a quella grazia iniziale che Gesù dona a ciascuno di noi.

Ma purtroppo spesso accade che, quando si arriva a quel­le rinunzie che Gesù ci può chiedere, ecco che tanti si tirano indietro; oppure corrispondono soltanto a metà, perché opera­no delle riduzioni e degli accomodamenti alle parole di Gesù; oppure ancora, dopo avere cominciato con entusiasmo, si fer­mano, sono incostanti. E allora è chiaro che tutte queste persone non potranno mai arrivare a fare l’esperienza di quell’amore per Gesù che Lui ci chiede.

Ecco allora qual è il punto di partenza che Lui ci vuole indicare: vivere decisamente i suoi comandamenti, partire con fede. Nella misura in cui noi li vivremo con questa fede proce­deremo di scoperta in scoperta. La parola di Gesù vissuta ci farà sperimentare sempre più l’amore per Lui, quell’amore che supera ogni altro amore, fino a sentirci inseparabili da Lui.

 

 

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