• image
  • image
  • image
  • image
  • Comunioni
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
Previous Next

Solennità della Santissima Trinità

SOLENNITÀ DELLA SANTISSIMA TRINITÀ

 (Gv 16, 12-15)

 

Oggi la Chiesa ci fa celebrare il mistero fondamentale della nostra fede che sta alla base e al vertice di tutta la vita cristiana. Cerchiamo di entrare per quanto è possibile, sotto la guida di Gesù, dentro la grandezza e bellezza di questo mistero.

Domenica scorsa, festa della Pentecoste, abbiamo contem­plato la nascita della Chiesa e i meravigliosi effetti che lo Spirito Santo viene a compiere: fare di noi un cuor solo e un’anima sola, una comunità di fratelli in Gesù, un popolo chiamato a vivere a modo della Trinità.

Il Vangelo di oggi ci richiama ad un altro aspetto fonda­mentale dell’opera dello Spirito Santo: farci conoscere la perso­na di Gesù e farci penetrare sempre più profondamente nella sua attività e nel suo messaggio.

Nel brano di oggi Gesù dice agli apostoli che egli avrebbe ancora tante cose da dire loro, ma per il momento non lo può fare perché essi non sarebbero in grado di accoglierle e di capirle. Questo compito spetterà allo Spirito Santo, che Gesù in unità con il Padre manderà. Egli spiegherà agli apostoli tutto quello che Gesù ha detto, li farà entrare in tutta intera la veri­tà; svelerà le cose dette da Gesù in tutta la loro profondità.

Naturalmente lo Spirito Santo non aggiungerà nulla, sul piano oggettivo, alle parole di Gesù, non aggiungerà altre veri­tà a quelle già rivelate da Gesù. Con Gesù ormai è stata chiusa la rivelazione. Gesù ci ha già detto tutto, ci ha rivelato il Padre, il suo disegno di amore, le sue parole e i suoi comandamenti da attuare in tutta la loro pienezza.

Ed allora quale sarà il compito dello Spirito Santo? Sarà quello di farci approfondire e farci entrare dentro ai misteri e alle verità annunciate da Gesù; ci aiuterà a scoprire le cose già dette da Gesù in tutta la loro profondità ed è quello che poi di fatto, come sappiamo, è avvenuto nella storia della Chiesa dalle origini fino a noi. Durante tutto questo periodo lo Spirito Santo è intervenuto appunto per farci capire aspetti sempre nuovi della parola di Gesù. Ci ha aperto livelli di profondità sempre nuovi di questa parola servendosi di tutti i membri della Chiesa, di tutte le anime sante, in particolare di tutti quei disce­poli di Gesù ai quali ha dato un dono speciale di penetrazione nel senso profondo delle sue parole.

Ma ciò che è più importante per noi, suggerito dal Vangelo di oggi e tanto sottolineato anche dal Concilio Vaticano II, è il fatto che lo Spirito Santo viene dato a tutti i cristiani per illumi­narli sempre più a fondo sulle parole di Gesù. I fatti ci dicono che attraverso il vangelo vissuto con fedeltà e generosità da parte dei fedeli, lo Spirito Santo fa scoprire alla Chiesa degli aspetti del vangelo che in passato erano rimasti nascosti o non erano stati sufficientemente evidenziati dai teologi di professio­ne.

Ecco quindi il grande compito dello Spirito Santo: farci penetrare nel pensiero di Gesù, soprattutto farci entrare in un rapporto personale vivo con lui che coinvolga tutta la persona (mente, cuore ed azione); rapporto personale, che fa parte della vita cristiana normale e dal quale tutti i cristiani sono chiamati. Naturalmente, assieme a Gesù e attraverso Gesù, ci fa capire anche il Padre. Ci fa entrare in quel rapporto personale che Gesù ha con il Padre, rapporto di unità profonda, di amore, di obbedienza, di adesione totale alla sua volontà. Più che con le sue parole, è con la sua vita che Gesù ci fa capire che il Padre ci ama immensamente. Per cui diventa facile e spontaneo per noi abbandonarci alla volontà del Padre e lasciarci guidare da Lui totalmente come ha fatto Gesù.

Nello stesso tempo attraverso Gesù noi veniamo a cono­scere meglio e ad entrare in rapporto profondo personale anche con lo Spirito Santo. E questo non soltanto perché Gesù ci parla dello Spirito Santo, come il dono per eccellenza frutto della sua obbedienza al Padre, o perché Gesù ci insegna a chie­dere lo Spirito Santo attraverso la preghiera, ma soprattutto perché ci fa conoscere sperimentalmente chi è lo Spirito Santo: l’amore che unisce il Padre e il Figlio.

Ecco dunque la meta suggestiva che ci viene proposta dal Vangelo di oggi: arrivare ad un rapporto personale con Gesù e attraverso di lui con il Padre e lo Spirito Santo.

 

Sul Web

GRUPPO FACEBOOK


CANALE YOUTUBE

Liturgia del Giorno

Santo del Giorno

Sono le.... del...

Rome