• image
Previous Next

Stanze APer…Te

È tutto nella testa, inizialmente sono solo parole-chiave scritte su un foglio, sono appunti presi fra le righe di una guida che incastrano idee vaghe, delle volte folli. Poi più si avanza, più tutto prende forma: gli appunti diventano tracce, le parole insieme diventano la chiave di una porta pronta ad aprirsi. Si aprono stanze, come quelle sulle piattaforme a cui ci siamo abituati in questo tempo pandemico, che si allargano per accogliere. Chi educa accompagna, cammina affianco ma silenziosamente si prepara prima.

Preparare è fare spazio per l’altra persona, è sistemare i cuscini ideali di quella stanza per far stare più comodi, non importa quale strada si compia ogni giorno, il gruppo è ristoro. Il gruppo è una scelta di viaggio e di contatto, tutt’altro che l’immobilità di una fredda riunione fra conoscenti.

Chi anima attraversa un processo di rivelazione. È un processo in crescendo, si è sottoposti ad incognite e domande. “Chi ci sarà?” È un elenco di nomi propri, poi però c’è la scoperta: dietro ai “Io ci sono!” di risposta ad un invito, si celano i volti di donne, uomini, ragazzi e ragazze con vite che sono reali, anche a distanza. Il gruppo è l’occasione di confronto, è l’opportunità per affidare i pesi della quotidianità tra compagni di strada, cosi come permette ad ognuno di illuminare l’esistenza propria e far riscoprire la luce in quella altrui.

Ogni formatore o formatrice tradurrebbe il proprio impegno con l’espressione “esserci per qualcun altro”. Spesso ci si cura di chi è più piccolo, altre volte si accompagna chi è più grande con un tratto di strada percorsa in più, ma alla fine non importa. È l’esperienza stessa che lo dimostra: quando ci si siede, solitamente ci si pone in cerchio, si è alla pari, gli occhi sono alla stessa altezza e comunicano fra di loro senza barriere. E non viene meno la possibilità di vivere la medesima autenticità fra pari con i mezzi tecnologici.

In Azione Cattolica la deriva dell’esaltazione è dietro l’angolo, proprio perché la forma del gruppo rappresenta la scelta di uno stile di associazione. Ma non c’è niente di speciale, non è un fenomeno spiccante. Anzi, è la complessità di ogni esistenza umana ad essere il vero piccante. Camminare congiunti da cristiani, non è semplice. La volontà di seguire Colui che già ha attraversato nella Storia - soffrendo da uomo - e aperto le nostre strade, fa scontrare ciascuno di noi contro la natura fragile di cui tutti siamo fatti. È impossibile restare indifferenti ai vissuti reali, tantomeno a quello di Cristo. Non ci basta una fede dogmatica, non ci appartiene una fede di pensieri alti, c’è la gravità ed il corpo a ricordarci che i piedi di tutti sono attaccati alla terra. È impossibile avanzare senza che i propri passi incontrino prima o poi quelli di un’altra persona. Insieme significa generare, incrociare e moltiplicare. L’etimologia di “educare” esprime il concetto di “trarre fuori”, ma chiunque abbia vissuto almeno una volta la vera esperienza di educatore, sa che è proprio se stessa la prima persona che torna arricchita da ogni incontro.

Dina

Il bello di entrare a far parte di AC da adulto: la mia breve esperienza

In questo articolo cercherò in breve di raccontarvi la mia esperienza personale di come ho vissuto quest’anno da destinatario di un gruppo AC. Premetto che sono entrato a far parte da poco più di un anno di questo meraviglioso mondo di “ragazzi” AC - gruppo adulti della parrocchia del Cuore Immacolato della Vergine Maria di Albano Laziale. In primis voglio ringraziare mia moglie Francesca che mi ha stimolato e fatto avvicinare e intraprendere questo tipo di esperienza all’interno dell’AC, in quanto ero da diverso tempo un po’ a digiuno di Chiesa vissuta attivamente. Cosa dire nello specifico della mia esperienza di gruppo AC. Sicuramente mi ha permesso sin da subito di confrontarmi e dialogare con persone veramente competenti, disponibili e impegnate attivamente nell’AC da molti anni, in grado di trasmettere relazioni profonde e sempre pronte nel mettersi a disposizione degli altri. Purtroppo, ma anche sotto alcuni aspetti devo dire per fortuna, ci siamo dovuti confrontare con le problematiche dovute al COVID-19 che hanno limitato al massimo gli incontri del gruppo in presenza. Abbiamo quindi preferito scegliere come modalità per i nostri incontri quella da remoto con cadenza mensile che ci ha permesso di “vederci” con cadenza regolare e con una ottima partecipazione di tutti i componenti. Mi ha colpito molto da subito la disponibilità al dialogo, l’educazione e la profusione di umiltà, pace e amore del gruppo. Di comune accordo abbiamo scelto nei nostri incontri da remoto, coordinati egregiamente dalle nostre responsabili AC, di dedicare una prima parte alla lettura e discussione di un brano del Vangelo e poi a leggere e discutere l’enciclica Fratelli Tutti di papa Francesco. Inoltre, abbiamo creato un taccuino online dove poter condividere alcune nostre riflessioni personali e, in particolare, poter condividere alcune nostre riflessioni personali su parte dell’enciclica. Molto interessante e stimolante è stato anche il confronto avvenuto in diverse occasioni con il gruppo AC giovani (veri) della nostra parrocchia.

La cosa che mi preme sottolineare è quella di come anche essendo calati nell’urgenza del fare per l’emergenza del momento, con il gruppo si cerca comunque di costruire un quadro di collaborazione attiva che ci consenta di trasformare le difficoltà del momento per preparare al meglio il nostro futuro. Questo perché ritengo sia molto importante, soprattutto in momenti di difficoltà generalizzata, uno spirito attivo che possa aiutarci ad essere fiduciosi e la fede, la carità e l’amore sono i pilastri che ci possono aiutare a vivere il presente attivamente per costruire al meglio il futuro! Essere in transizione è la parola chiave del momento divisi tra l’innovazione del momento e il nostro territorio. Questo è il mandato che ci dovremmo porre e le parole “insieme” e “carità” sono la chiave per affrontare questo periodo.

Inoltre, seguendo gli infiniti spunti che si possono trarre dalla lettura dell’enciclica di papa Francesco, ritengo che la lotta alle disuguaglianze e la salvaguardia del pianeta che ci ospita e che dobbiamo custodire al meglio siano determinanti per poter affrontare al meglio insieme le difficoltà e il cambiamento.

Per ora non posso che ringraziare uno per uno le persone di questo gruppo AC per tutto quello che mi hanno trasmesso nel corso dei diversi incontri e spero di poter contribuire e migliorare sempre di più come cristiano e appartenente all’AC.

Concludo dicendovi e auspicando che il dialogo e la collaborazione e il gruppo in sé possono davvero aiutarci a migliorare noi stessi per poter aspirare ad una educazione alla convivenza civile, alla pace e persino ad una cittadinanza planetaria che assume sempre di più un’importanza cruciale da approvare e condividere.

Simone Pascucci

Campagna di primavera Telethon

L'azione cattolica parrocchiale aderisce alla campagna di primavera Telethon "Io per lei". La campagna consiste nella vendita di biscotti a forma di cuore in tre gusti: arancia, cacao e gocce di cioccolato e gocce di cioccolato.
Ogni scatola costa 12 €, ci sarà uno sconto per chi ne acquista più di una. Il ricavato finanzierà la ricerca sulla distrofia muscolare e altre malattie genetiche.
Per l'acquisto potete contattare i membri del consiglio parrocchiale o mandare un'email all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Non perdiamo l'occasione di fare del bene.

Crescere in AC

Ciao a tutti sono Maria Rosaria Desiderio ho 30 anni sono socia di AC da 20!
Che cosa mi hanno insegnato queste due decadi?
Come potete vedere dall’inizio di questo articolo a farmi domande! La ricerca di sé attraverso l’azione e la collaborazione con gli altri sono le cose che ho immediatamente respirato in Associazione e che mi hanno convinta a restare per tutto questo tempo.
In AC si punta molto sull’educazione attraverso il gioco non solo per giocare e divertirsi ma per avvicinarsi agli altri e a Dio. Grazie all’associazione ho scoperto di essere curiosa e che questa curiosità poteva essere ben spesa anche nel servizio.
Che cosa me l’ha permesso?
Il fatto di trovare un luogo in cui nessuno ti giudica ma ti si mette affianco e cammina insieme a te verso la stessa direzione.
In AC ognuno “serve” qualunque età abbia. Per me è stata una scoperta rivoluzionaria. Ho fatto dell’educazione e del dialogo con l’altro il mio lavoro. Certa che trovare qualcuno che non ti dà risposte ma che ti fa domande ed è li presente per te e con te cercando le risposte possa essere un’importante risorsa. Il mio essere Psicoterapeuta e “collega di” oggi è molto ispirato alla mia esperienza in AC, che continua ad esistere e, come un molliccio che cambia forma a seconda del mago che gli si presenta davanti, muta forma e prende parte alle diverse fasi della mia vita.
Come socia nel mondo cerco sempre di lavorare, studiare relazionarmi agli altri tenendo ben presente che in ogni paziente allievo o collega c’è Dio e che il cammino verso la santità non è nulla di angelico con luci soffuse azzurre o gialline ma qualcosa di estremamente concreto e umano che richiede tutto il mio impegno.
Non è sempre facile e quando è proprio difficile so che nel confronto e nella correzione fraterna troverò dei validi sostegni.

Maria Rosaria Desiderio

Sono le.... del...

Rome