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Da Opera a Villa Ferraioli: le ostie dei carcerati

Le ostie consacrate nella Messa in Coena Domini sono state prodotte e donate da quattro detenuti della Casa di Reclusione di Milano – Opera.

Di seguito è riportata la loro testimonianza:

Carissimi,

siamo quattro detenuti della Casa di Reclusione di Milano - Opera: Cristiano Valanzano, Giuseppe Ferlito, Ciro D’Amora, Vincenzo Scandale. In passato ci siamo macchiati di orribili delitti. Da qualche mese lavoriamo in un laboratorio allestito all’interno del nostro istituto nel quale produciamo artigianalmente ostie che vengono distribuite presso le Chiese di tutto il mondo, cosicché con la loro consacrazione durante le Sante Messe possa giungervi il nostro messaggio. Stiamo vivendo un percorso di redenzione e di volontà di remissione dei nostri peccati. Con le nostre mani una volta sporche di sangue, in maniera artigianale, ogni mattina prepariamo l’impasto per le ostie che cuociamo e ritagliamo, trovando la forza e la motivazione nella preghiera che più volte ci accompagna durante l’arco della nostra giornata lavorativa. Quotidianamente ci troviamo a convivere con il mistero dell’eucaristia e a riflettere su come questo sacramento sia portatore del messaggio di salvezza che nostro Signore ha voluto diffondere sulla terra, per tutti gli uomini. Produrre ostie è per noi un grande spunto di riflessione sul nostro passato e un punto di partenza per proiettarci verso un futuro migliore; questa opportunità ci dà la possibilità di dare una direzione alla nostra volontà di cambiamento, frutto di un lungo percorso introspettivo. La nostra vuole essere una testimonianza reale del cambiamento che l’uomo, aiutato dalla fede, può mettere in moto verso un percorso di redenzione: se è stato possibile per noi grandi peccatori, può esserlo per chiunque abbia nel cuore la volontà di migliorarsi e porgere la mano in segno di aiuto al prossimo, anziché tenere i pugni chiusi facendo finta di non sentire quella voce che dal profondo del cuore ci dice di essere misericordiosi l’uno verso l’altro.

Cristiano Valanzano, Giuseppe Ferlito, Ciro D’Amora, Vincenzo Scandale.

È possibile

Visitare i carcerati non significa soltanto andare in un carcere di massima sicurezza, ma portare il carcere dentro la città e le nostre comunità.

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