• image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • Comunioni
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
  • image
Previous Next

Quadretti della Visita del Sommo Pontefice

L’abbraccio don Umberto

Quando si ha a che fare col Papa, tutti quanti si è emozionati. Il Parroco lo era come tutti glia altri. Ha letto il suo indirizzo d’omaggio, poi gli è sembrato che il Papa all’inizio del Suo discorso facesse un gesto verso di lui, ma invero non ha saputo interpretare subito, ed era indeciso se restar fermo o avanzarsi verso il Sommo Pontefice.

Questi poi l’ha visibilmente attirato verso di sé e l’ha chiuso in un cordiale abbraccio. La gente ha capito benissimo: in quel momento il Papa non abbracciava il Parroco di Villa ferraioli, ma abbracciava l’intero quartiere, ch’egli rappresentava. E tutti sono scoppiati in un applauso cordiale, inatteso e perciò molto efficace.

Il piccolo Emanuele sulle ginocchia del Papa

Paolo VI ha una squisita tenerezza di cuore. Appena giunto sul nostro sagrato, il Papa si è volto a benedire e salutare la gente, come aveva fatto lungo il percorso, poi, ricevuto il saluto del Parroco, ci ha benedetti con l’acqua santa. Terminato il Suo discorso e, impartita a tutti la Benedizione, ricevendo il saluto dell’Arch. Sandro Benedetti, ha scorto il suo bimbetto, il piccolo Emanuele di circa tre anni, tenuto per mano dal padre. In atteggiamento di paterna bontà, il Pontefice s’è preso il bambino sulle ginocchia e ha incoraggiato qualcuno che voleva scattare una foto.

 La piccola Ghezzi Francesca sulle braccia del Pontefice

La bambina inferma e sofferente con la mamma che l’accompagnava era presente nella nostra Chiesa, desiderosa d’essere benedetta dal Papa. In un clima così bello di tanta gioia e grande entusiasmo è stata presentata ed accolta con affabilità e delicatezza sulle braccia del Padre buono, che per lei ha pregato e invocato aiuti divini.

La Mostra dei lavori femminili

Il Papa ha voluto vedere tutto. È entrato nella sala dove erano esposti i lavori che le donne di A. C. eseguono ed organizzano lungo tutto l’anno. È sembrato sorpreso. Non si aspettava tanta roba; ha mostrato di gradire molto l’improvvisata. Ha voluto sapere se la gente gradisce questi lavori e se li acquista volentieri. Quando gli è stato risposto di sì, è sembrato voler benedire lavoranti ed acquirenti.

La Cappella inferiore per i giovani e le aule per l’attività catechistica e ricreativa

Ha visitato accuratamente la Cappella inferiore, quella che per cinque anni ha funzionato come centro di vita comunitaria della Parrocchia. Gli è stato raccontato che oggi essa serve particolarmente per i giovani, per gli incontri di vita spirituale; le aule invece per l’insegnamento della Dottrina cristiana ai piccoli, dopo la loro Messa, e la sala della Biblioteca per gli studenti. Nelle sale di giuoco l’hanno molto interessato i bigliardini, le carambole e il ping-pong della gioventù maschile. “Anche i bigliardini avete! Bravi! Che i giovani si divertano e siano gioiosi!” ha commentato.

Queste spiegazioni sono state particolarmente gradite. Egli poi ha sostato in preghiera nella Cappella, l’ha benedetta, come, del resto, ha voluto anche benedire la Casa Canonica attigua alla Chiesa.

 Una Chiesa ascensionale

Il dislivello della costruzione del complesso parrocchiale di Villa Ferraioli è un fatto che salta agli occhi di tutti. Continuamente bisogna fare delle scale. Il Papa ha voluto visitare e percorrere buona parte della nostra costruzione e non possiamo ignorare che Egli non è davvero un giovanetto coi suoi 74 anni e con la massa di lavoro che deve svolgere quotidianamente. Il fatto non l’ha molestato, anzi lo ha impressionato. Il Papa ha notato che la superficie è stata impiegata in maniera intelligentissima: ovunque si trova la luce, l’ariosità, l’apertura sui parchi e sulle vie circostanti.

Una benedizione alla Polonia

La polizia addetta al seguito del corteo pontificio ormai ha l’occhio clinico. Sa come deve comportarsi con i vari pubblici, come tenere lontani gli importuni, come regolare anche gli entusiasmi. Fra le persone più entusiaste sono le suore, le quali ovunque esprimono in termini straordinariamente sinceri ed elevati il loro attaccamento al Papa. La polizia lo sa, e cerca di moderare tali entusiasmi, ricorrendo a volte a sistemi leggermente…. Forti.

Così le suore Pastorelle, che con il loro canto hanno allietato l’incontro con il Pontefice ed hanno fatto fare una magnifica figura alla comunità ferraiolina, sono state rinchiuse in cantoria; ma il papa le ha salutate lungamente dalla terrazza.

C’erano poi due suore Polacche, le quali in passato si erano variamente occupate in parrocchia. Esse hanno mostrato il desiderio di dire qualche parola al Papa; ma la polizia non voleva saperne di farle avvicinare. Qualcuno ha fatto in tempo ha sapere che esse erano rientrate proprio il giorno precedente dalla Polonia e sono state ascoltate. Il Papa le ha benedette estendendo il saluto all’intera nazione polacca, lontana materialmente, ma vicinissima spiritualmente,, anzi nel cuore di tutti i credenti, e del Papa in primo luogo.

“Occorre vincere sempre”

All’uscita dal Tempio, dopo aver di nuovo salutato al microfono, la numerosa folla radunatasi, il papa ha ricevuto l’ossequio di una rappresentanza dei ragazzi della Parrocchia dediti allo sport del calcio. Li ha salutati affabilmente, poi, ai più grandi ha raccomandato: “Occorre vincere sempre”. Quindi, piccoli e grandi, con tanta gioia nel cuore, hanno donato al Pontefice il loro gagliardetto.

I timori della vigilia

Fra l’annuncio della visita e la sua realizzazione sono passate neppure 48 ore. L’unico mezzo per avvertire la popolazione è stato il biglietto; e, si è fatto il possibile per farlo giungere a gran corsa in tutti gli appartamenti di Villa Ferraioli. Il giorno seguente non si vedevano grandi segni di entusiasmo. Gli Albanensi, lo si sa, no sono molto facili all’entusiasmo, all’apparenza anzi sono freddi. Le finestre rimanevano belle pulite, senza nessun segno di drappi o di cose del genere. La nostra paura era grande. “ E se la gente contesta la visita pontificia?” ci domandavamo. “E se non ci vengono, che figura facciamo?”

Invece sul pomeriggio l’ambiente s’è notevolmente riscaldato. Quando il corteo pontificio ha sostato presso le monache Clarisse e poi presso il Monastero delle Brasiliane di Piazza Sabatini, la città s’è improvvisante svegliata.

 

                                                                                                           ROSARIO F. ESPOSITO

Sul Web

GRUPPO FACEBOOK


CANALE YOUTUBE

Liturgia del Giorno

Santo del Giorno

Sono le.... del...

Rome