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Il Papa in terrazza

“VENGA, FACCIAMO LA FOTOGRAFIA INSIEME!”

Alcuni particolari interessanti della visita del santo Padre alla Casa Canonica

Il discorso in Chiesa è terminato. A quanto sembra il Papa è molto ben informato circa la planimetria del complesso edilizio del Cuore Immacolato di Maria. Che l’abbia studiato a tavolino, con le mappe dell’architetto? Non lo sappiamo. Ma sappiamo con certezza che questa nuova Parrocchia è stata seguita quasi giorno per giorno, man mano che dalle fondazioni veniva su, un mattone sopra l’altro.

Il Papa entra in sagrestia. È sempre seguito dal suo segretario Mons. Pasquale Macchi, dal nostro Vescovo Mons. Raffaele Macario, e dal nostro Parroco don Umberto Galeassi. Seguono altri personaggi del suo seguito: Sua Ecc. Mons. Martini e Mons. Del Gallo. Si inoltra per le scale della Casa Canonica. Osserva tutto, domanda spiegazioni. Di ritorno prima di entrare di nuovo in Chiesa, apre la porta che dà sulla terrazza, e vi si inoltra. Il caldo è ancora forte, e una boccata d’aria all’aperto non fa davvero male. La gente lo scopre all’aperto, e scoppia in un applauso frenetico e prolungato. Egli risponde come d’abitudine, alzando le braccia e benedicendo.

Si era temuto che la gente non potesse accorrere numerosa, a causa del poco tempo intercorso fra l’avviso della venuta e la venuta stessa, ed a causa delle molte assenze, dovute alle vacanze. Niente affatto! La gente ormai è veramente una massa, e tutta saluta cordialmente il Pontefice che ha voluto essere ospite della nostra comunità per questo tardo pomeriggio del 3 settembre.

È egli stesso che fa comprendere che gradisce fare qualche gruppo fotografico. Certo, tutti amano questo ricordo che rimarrà poi eternamente esposto nei salotti di famiglia e sarà trasmesso di padre in figlio. Ma chi oserebbe dire al Papa: “ Santità, facciamo una fotografia”?

Nessuno. Ed allora è egli stesso che viene incontro a questo desiderio dei suoi amici ( un tempo si diceva più facilmente: dei suoi figli ).

I fotografi si piazzano. Ma c’è qualcuno che si schermisce. Non certo dei paesani, che non desiderano di meglio. Qualcuno del seguito pontificio si tira da parte, appunto per cedere il posto ai locali. Tanto loro già vengono fotografati col Papa tutti i giorni.

Fra questi signori che gentilmente cedono il posto ai paesani, c’è l’autista e aiutante di camera del Papa, il nostro concittadino Franco Grezzi, che ormai ha fatto il giro del mondo insieme a Paolo VI.

Il Papa si volge a lui e lo invita ad avvicinarsi. “Vieni anche tu!” gli dice. Un posto in più dinanzi all’obbiettivo, specie quand’è il grand’angolare, si trova sempre. E il Papa si ferma condiscendente mentre i lampi dei flashes punteggiano stranamente un pomeriggio già tanto illuminato dal classico sole dei castelli.

Santità, noi conserveremo gelosamente queste istantanee. E vogliamo augurarci che qualche volta esse cadano ancora sotto i Vostri occhi, perché Vi attestino l’attaccamento degli Albanesi, i quali sono brava gente, nonostante tutto!

 

Gian Paolo d’Amico

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