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Corpus Domini

Commento al Vangelo Solennità del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo  

 

L’Antico Testamento è caratterizzato dall’Alleanza di Dio con il popolo eletto, ma questa è un’alleanza esterna che non si è radicata profondamente nel cuore dell’uomo. Mosè per sancire l’alleanza prende il sangue degli animali e vi asperge il popolo ma questo non cambia il cuore dell’uomo, non porta a quell’unione radicale e profonda dell’uomo con il suo Dio. Quest’alleanza è un rito simbolico che prefigura, anche se in modo imperfetto, la vera ed eterna alleanza che si è compiuta in Cristo.

L’episodio del Vangelo che ascoltiamo in questa Solennità è un episodio cruciale della vita di Gesù e gli ne mettono in luce l’importanza attraverso la ricchezza di particolari che il racconto ci dona. Nulla è lasciato al caso tutto è ben preparato e pronto per vivere il grande evento della cena pasquale.

Durante l’ultima cena Gesù fa un gesto sorprendente “Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell`alleanza versato per molti»”.

Gesù fonda la nuova ed eterna alleanza non con il sangue di vittime ma attraverso il suo sacrificio che sta per compiersi: ha preso il suo sacrificio, il suo dolore e la sua morte per trasformale liberamente in sacrificio di alleanza. Il suo sangue sparso sulla croce è il sangue della nuova ed eterna alleanza.

L’istituzione dell’eucarestia da parte di Gesù illumina tutti gli avvenimenti che stanno per compiersi, diventa criterio interpretativo di tutta la sua passione: il Cristo verrà arrestato, accusato, condannata ingiustamente e messo a morte sulla croce. L’ultima cena anticipa questi eventi, umanamente negativi, e li riempie di significato positivo infatti Gesù attraverso la donazione totale di sé nella sua passione morte e resurrezione trasforma la morte stessa in un dono di amore, fonda la nuova ed eterna alleanza. Infatti senza l’istituzione dell’eucarestia saremmo rimasti nelle tenebre, il calvario deve essere letto alla luce dell’ultima cena che lo trasforma attraverso il cuore di Gesù in un evento positivo, in cui l’amore vince il male e la morte.

Questa trasformazione che Gesù ha attua nell’ultima cena, viene da lui attuata nuovamente in ogni celebrazione eucaristica, e noi siamo chiamati a partecipare a questo dono d’amore e di redenzione che il Signore continua ad offrirci per mezzo della Chiesa.

 

 

 

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