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Natività di San Giovanni Battista

Commento al Vangelo della Natività di San Giovanni Battista

 

In questa domenica la Chiesa celebra la solennità della nascita di Giovanni Battista, il precursore del Signore. La figura di Giovanni Battista è estremamente importante perché in lui l’Antico Testamento raggiunge il suo culmine. Il vangelo di oggi narra come sia avvenuta la nascita di Giovanni e come il suo nome sia voluto da Dio stesso.

Questa nascita è motivo di grande gioia, l’Angelo annunciando la sua nascita a Zaccaria aveva preannunciato che molti si sarebbero rallegrati di questo evento.

Possiamo vedere come questa gioia pervade in primo luogo Elisabetta, anziana e sterile, che riceve il dono della maternità e al momento del parto con lei tutti si rallegrano. Solo la gioia di Zaccaria suo padre è colma di stupore e di incredulità al punto che rimane muto quando gli viene annunciata la nascita di questo figlio sino al momento di decidere il nome del nascituro, momento durante il quale la sua gioia si trasforma in preghiera di lode e di benedizione verso il Signore: “benedetto il Signore Dio d’Israele perché ha visitato e redento il suo popolo…”

Questi eventi segnati dalla gioia e dall’esultanza impressionano fortemente la gente che vi assiste e meravigliano ognuno di noi, perché la mano di Dio è visibile nella storia, infatti questo bambino “cresceva e si fortificava nello spirito” per vivere in unione con Dio e fare la sua volontà cioè preparare la via del Signore, preparare il popolo ad accogliere il Messia.

Giovanni si prepara a questa missione vivendo nel deserto una vita austera caratterizzata dalla preghiera e dall’ascolto della voce di Dio, fa verità nella sua vita e nella vita delle persone che a lui si rivolgono, annuncia la conversione e il perdono dei peccati, chiede di preparare il cuore non attraverso atti esteriori ma attraverso un cambiamento radicale dell’esistenza. Il suo annuncio è forte e senza paura, non teme nemmeno Erode di cui denuncia il peccato.

Allo stesso tempo si mostra un uomo umile, che conosce i propri limiti, “non sono io il messia”, ma di fronte a Gesù s’inchina “non sono degno di sciogliere nemmeno i legacci dei sandali”. Il battista non vuole attirare l’attenzione su di sé, ma sulla Parola di Dio, sulla Grazia di Dio e sull’Inviato di Dio, il Messia che deve venire.

La sua fedeltà alla missione affidatagli da Dio e la sua umiltà nel compierla caratterizzano tutta la sua vita, anche il momento più difficile quello della prigionia e del martirio.

Oggi siamo chiamati a rallegrarci, ma anche a prendere coscienza che siamo chiamati ad ascoltare i profeti che il Signore ha messo sulla nostra strada, nel nostro tempo, cambiando la nostra vita e accogliendo il Messia che ancora oggi viene a prendere possesso delle nostre vite. Inoltre siamo chiamati ad essere noi profeti e annunciatori, nell’umiltà, nella gioia e senza paura.

 

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