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Note architettoniche

Premessa

Ogni costruzione, in generale, interpreta e personalizza il pensiero del suo progettista. Per quanto riguarda la realizzazione di edifici per il culto, il progettista oltre ad infondere il suo stile progettuale deve cercare il più possibile di esprimere con le forme architettoniche, che compongono l’opera, il linguaggio proprio del culto che nel suo interno si pratica. L’arch. Sandro Benedetti, nel progettare il complesso parrocchiale di Villa Ferraioli, in Albano, con la chiesa dedicata al Cuore Immacolato della Vergine Maria, ha voluto esprimere nelle linee architettoniche il senso e il ruolo dell’architettura sacra in rapporto alla modernità. L’area in cui doveva sorgere il complesso non era delle più felici, parlando in senso di progettazione, in quanto doveva essere inserito in una porzione allungata di terreno circondato da abitazioni frutto dell’espansione edilizia post-bellica. Il progettista, per la penuria di spazio disponibile, ha dovuto prediligere uno sviluppo volumetrico verticale, sfruttando l’altezza limitando lo sviluppo planimetrico orizzontale, realizzando- come afferma l’architetto Benedetti- un’ architettura povera ed essenziale.

 

Prospetto

L’edificio è realizzato con struttura portante in cemento armato, le tamponature in laterizio e gli orizzontamenti in cemento-laterizio. Da una visione d’insieme dall’esterno, il corpo della chiesa risulta essere una successione di setti (porzioni murarie), rivestiti in superficie da una fitta tessitura laterizia. I setti murari sono stati montati lungo i fianchi dell’Aula, secondo scarti (intervalli) successivi misurati da alte e strette fenditure aperte nello spessore murario, conferendo un aspetto a quinte consecutive. Le strette fenditure, dove trovano alloggio delle semplici vetrate, realizzate con “vetro stampato” di colorazione gialla, creano all’interno dell’Aula un giuoco di luci ed ombre di gradevole aspetto.
La facciata principale, risulta delimitata dallo scarto (differenza) tra il corpo di fabbrica della torre della Penitenzieria, situata nel lato sinistro di chi guarda l’edificio dall’esterno e, l’altro corpo di fabbrica della cappella feriale, detta del Sacro Cuore, posizionato nel lato opposto. Tra questi due corpi di fabbrica è incastonata la lastra in aggetto della pensilina che sormonta il portone d’ingresso. A sua volta sulla facciata principale, sopra la pensilina, campeggia una vetrata policroma, di disegno semplice e lineare, riproducente stilizzato il simbolo della lettera dell’alfabeto greco Tau (t), che oltre ad essere ulteriore fonte di luce all’interno dell’Aula, rende meno gravosa e seriosa la facciata stessa.
Il campanile posto a destra della facciata principale, anch’esso realizzato in cemento armato, dalla forma semplice, lineare e slanciato verso l’alto, tende ad alleggerire il prospetto dell’edificio, rendendolo più snello ed armonico. La cella campanaria, situata nella parte terminale del campanile, risulta costituita da un’impalcatura metallica sagomata a forma di Tau (t) sporgente dal fusto del campanile stesso, che conferisce nell’insieme una visione prospettica ariosa, lasciando le campane libere e, a faccia vista. Anche in questa soluzione, il progettista ha voluto realizzare una struttura funzionale e, nello stesso tempo agile. Nel lato sinistro, campeggia una croce stilizzata in ferro di fattezze moderne, che delimita il Sagrato dalla pubblica via.

Copertura

La copertura, realizzata strutturalmente con solette in cemento armato e laterizio, poste in opera inclinate in diverse direzioni e poste tra di loro a quote sfalsate, conferisce all’interno dell’edificio delle forme architettoniche gradevoli che, purtroppo, non si riescono ad apprezzare da una visione d’insieme visibile dall’esterno. Per un criterio di ordine pratico, per meglio comprendere la descrizione, è opportuno suddividere l’interno della chiesa nella zona riservata ai fedeli (l’Aula vera e propria) e il Presbiterio, la zona riservata al clero, dove risiede l’Altare.
Nella parte di aula ecclesiale dove risiedono i fedeli, la copertura è a falda unica inclinata,“svirgolata”, con il massimo di colmo verso il lato sinistro per chi entra in chiesa, declinante in senso obliquo verso il lato destro. La pitturazione dell’intradosso (parte interna) della copertura gli conferisce l’aspetto di tendone dispiegato sui fedeli. Nel corpo di fabbrica, a forma di torre ( Tiburio), ove risiede l’Altare (Presbiterio), la copertura risulta essere a falda unica inclinata nel senso opposto a quello di copertura dell’Aula e, a quota più elevata. Questo ambiente riceve luce diretta da un’ asola praticata sulla tamponatura esterna di una delle pareti costituenti il Tiburio e, precisamente su quella prospiciente l’ingresso principale. L’asola, realizzata a quota superiore della copertura dell’Aula, è di forma trapezoidale sulla quale è installata una semplice vetrata.

Interno dell’Aula Ecclesiale

Il disegno dell’Aula, all’interno formata da un unico ambiente, va attentamente indagato; in essa, infatti, i limiti sono virtualmente individuati da un’articolazione ottenuta nel disegno del pavimento rispetto la quale la fiancata destra procede in una progressiva espansione laterale in direzione presbiterio-ingresso ottenuta per mezzo della calettatura dei setti laterizi configurati ad L, conferendo un aspetto a quinte consecutive, mentre nella fiancata opposta il movimento d’espansione procede, seppur con minore enfasi, in direzione ingresso-presbiterio. Un giuoco di contrappunti e dissonanze, quindi, nel quale si vuole intravedere la memoria delle tipologie storiche delle chiese italiane secondo quelle declinazioni della spazialità che vede la strutturazione dell’interno sempre ridotta nella ricerca di una forte continuità nell’articolazione aula-navate o cappelle laterali. Dallo sviluppo planimetrico, possiamo notare, in prossimità dell’ingresso all’Aula Ecclesiale, nei lati destro e sinistro due ambienti di modeste dimensioni. Il vano sinistro, per chi entra in chiesa è riservato alle confessioni e, il vano diametralmente opposto è presente l’Altare dedicato al Sacro Cuore. Entrando in chiesa, nel corpo di fabbrica a sinistra del Presbiterio, (zona dell’Altare) sono ubicati il vano della Sacrestia e quello dell’organo. Alla Sacrestia, dalle dimensioni modeste ma di forma planimetrica regolare, vi si può accedere, sia dal Presbiterio, tramite un’apertura di modeste dimensioni che, direttamente dall’Aula Ecclesiale in prossimità del Battistero. L’accesso dall’Aula è formato da un’ampia apertura delimitata nella parte superiore da una semplice linea di demarcazione, realizzata in marmo bianco di Carrara a rivestimento dell’architrave. Nella zona sovrastante la Sacrestia risiede la parte fonica dell’organo che risulta nascosta da due ampie grate, visibili dall’Aula, formate da cilindri metallici accoppiati di modesto diametro. Le grate, oltre a nascondere il corpo fonico dello strumento, interrompendo la fitta tessitura del rivestimento in laterizio del corpo di fabbrica, hanno una pregevole funzione estetica rendendolo più leggero ed arioso.
Il rivestimento interno è dettato da criteri di massima semplicità, realizzato con listelli in laterizio, posti in opra accoppiati, in gergo di cantiere a “sorelle”, conferisce all’Aula un aspetto slanciato e sobrio risultando nel suo insieme semplice ed armonico.
La pavimentazione dell’Aula Ecclesiale è realizzata prevalentemente in marmo botticino con incastonata una grande guida centrale realizzata in marmo bianco di Carrara riproducente il simbolo della Tau (t) che dall’ingresso conduce al Presbiterio. La pavimentazione del Presbiterio è realizzata in marmo bianco di Carrara, così anche l’Ambone (zona del Presbiterio ove vengono declamate le Sacre Scritture), la Cattedra (lo scranno per il clero) e l’attiguo Battistero
L’Altare vero e proprio, sagomato anch’esso a forma di Tau (t) è realizzato in marmo di granito rosso, il quale ben si inserisce con il rivestimento circostante creando un ottimo contrasto di colore.

Per meglio comprender il significato degli elementi architettonici che compongono l’edifico addetto al culto, è opportuno prendere in prestito il pensiero del progettista:

“L’articolazione binaria presbiterio-aula è proposta nella sua compatta immagine come diretto simbolo della condizione terrena della chiesa:Popolo di Dio in cammino verso la propria origine e fine. La distinzione-fusione tra due aree sacramentali è perseguita per mezzo di un’autonoma caratterizzazione, alla penombra dell’aula ed al taglio obliquo,netto, della frontiera di copertura si contrappone la torre di luce del presbiterio inteso come perno luminoso coordinatore per lo spazio dell’Aula.(…) La connessione presbiterio-aula è, quindi, misurata dal diverso calibro con cui la luce penetra nei due ambienti; in questo diverso calibro è celato il valore simbolico di questa costruzione che tenta di (…) esplicitare nell’espressività architettonica il ruolo di fulcro e fondamento che il Cristo, presente nel sacrificio dell’Altare e nell’Eucarestia del Tabernacolo, ha per il popolo di Dio: definito e stabilito in un’unità per Lui e da Lei”.

Bibliografia
● Dimitri Ticconi, Chiese della Diocesi di Albano, Edione Miterthev ●Sandro Benedetti, Architettura Sacra oggi, Roma 1995

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