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Carlo Maria Martini

"Signore, grazie"

Anche noi vogliamo doverosamente ricordare il Cardinale Carlo Maria Martini, che oggi ha concluso il suo itinerario terreno. Uomo della Chiesa, è stato per la Chiesa punto di riferimento e guida saggia e illuminata. Per 22 anni Arcivescovo di Milano, in un periodo storico difficile e controverso, ha sempre saputo coniugare il messaggio evangelico, che ha approfondito da biblista, con le situazioni concrete del tempo, proponendo un'etica improntata al rispetto della dignità dell'uomo e cercando il dialogo non solo con le altre religioni, ma anche con i non credenti. Da Arcivescovo ha promosso e sostenuto un impegno reale della Chiesa nei confronti degli ultimi della società e non ha mai smesso di sollecitare le forze politiche alla ricerca del bene collettivo e alla lotta contro le ingiustizie. Dopo aver lasciato Milano, è stato presente per qualche tempo nel territorio della nostra Diocesi. Proprio in quella circostanza, il 28 maggio 2005, ha celebrato la Santa Messa in occasione della festa titolare della nostra Parrocchia. Lo ricordiamo dunque con le parole della sua omelia.

Dall'omelia del Cardinale C. M. Martini il 28 maggio 2005 in Parrocchia

Sabato 28 maggio 2005, ha dato particolare tono di festa alla celebrazione annuale della Parrocchia, il Cardinale Carlo Maria Martini. Nell'omelia così egli ha parlato: "Ho tanta gioia di essere tra voi. Da qualche anno ho la mia residenza ad Ariccia presso la Casa del S. Cuore attigua al Santuario di S. Maria di Galloro, pur trascorrendo gran parte dell'anno a Gerusalemme. Sono quindi legato alle parrocchie di questa Diocesi e volentieri ho salutato il vescovo S.E. Mons. Marcello Semeraro. Per questo ho accettato l'invito del Vs. Parroco. In questa omelia mi è gradito porre l'attenzione su tre punti: la storia di questa Comunità, la circostanza della celebrazione odierna e il messaggio che ne deriva. La storia: la vostra Parrocchia è nata nel dopoguerra e ha vissuto la profonda trasformazione del territorio e della Diocesi che da ottantamila anime è passata a oltre cinquecentomila. Testimone di questo straordinario sviluppo è stato anche questo quartiere di villa Ferraioli compreso tra i due Comuni di Albano e Ariccia. Lo stesso titolo di questa Parrocchia "Cuore Immacolato della Vergine Maria", ricorda la devozione mariana che si è sviluppata in Italia alla fine dell'ultima guerra e ha avuto il suo punto culminante nella "Peregrinatio Mariae". Questa vostra parrocchia poi si trova non lontano dalle ville Pontificie di Castelgandolfo e i Pontefici più recenti hanno rappresentato momenti indimenticabili nella storia di questa terra. Penso in particolare al quel 3 settembre 1971, quando Paolo VI, per sua iniziativa, venne personalmente a visitarvi e dettò per voi un autentico programma pastorale. Voi vi sentite vicini al Santo Padre e oggi quindi a Benedetto XVI, che mi ha ricevuto in udienza proprio ieri e di cui vi porto la benedizione. Ricordo volentieri i vostri vescovi, tra i quali il carissimo Mons. Dante Bernini. La vostra storia è dunque storia di grazia e di impegno: la parrocchia guarderà al futuro se si affiderà a Dio datore di ogni bene e gli offrirà un impegno generoso come lo avete dimostrato fin dall'inizio allorché avvenne l'erezione canonica. Qui vorrei ricordare un particolare importante, che è una felice caratteristica di questi oltre quarant'anni della vita della vostra comunità: la presenza fin quasi dagli inizi del vostro parroco fondatore e ancora oggi vostro zelante pastore: Don Umberto. A lui la gratitudine e a Dio la lode per la sua instancabile attività presso di voi. La particolare circostanza di questa celebrazione odierna è che questa festa del Cuore Immacolato della Vergine Maria è segnata anche da altri eventi: domani sarà la Solennità del Corpo e Sangue di Gesù. Io a Gerusalemme accompagno spesso i pellegrini presso il Cenacolo e dico loro:

"L'Eucarestia è la sintesi di tutti i doni di Dio. Celebriamo Maria che ci ha dato colui che è la fonte di tutti i doni di Dio per la nostra salvezza". Domani poi si chiude anche il congresso Eucaristico Nazionale di Bari, dedicato alla Domenica. E qui intravedo già un messaggio di questa celebrazione: Vivete la Domenica, come giorno della Messa, della Preghiera, della Famiglia, dell'Oratorio per i ragazzi e i giovani, giorno del Riposo. La nostra civiltà ha bisogno di riscoprire la Domenica, spesso trascorsa in lunghe code sulle grandi autostrade e sui raccordi. Infine, quale il messaggio che scaturisce da questa Festa? È nel discorso di Paolo VI, nella indimenticabile sua visita alla vostra Parrocchia: "Costruite la Chiesa Spirituale; abbiate il senso dell'unione, della comunione, della riunione che qui deve celebrarsi e verificarsi". Che il vostro pellegrinaggio Giubilare del 3 luglio 2000 a Gerusalemme, ritenuta città dei conflitti, ma in realtà, come si legge nei Salmi, città salda e compatta, immagine di ogni comunità bene ordinata e quindi città della preghiera, della carità e del dialogo, ispiri il vostro costante cammino di fede e di amore fraterno. Amen.

+ C. M. Martini

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